F.A.Q.

Sia per i farmaci in classe A che per quelli in classe C l’importazione parallela consente un risparmio per il S.S.N. e per il consumatore, che può acquistare un farmaco di marca a un prezzo inferiore. Questo risparmio è possibile grazie alla divergenza dei prezzi praticati per uno stesso prodotto in più Stati Membri.


Il farmaco importato parallelamente deve essere conforme a quanto stabilito dalle norme vigenti in materia di specialità medicinali. L’importatore parallelo pertanto provvede a rendere i prodotti idonei alla commercializzazione, apponendo delle etichette o riconfezionandoli in modo da uniformarli agli omologhi già presenti sul mercato.


L'importazione parallela è legale e si fonda sui principi fondamentali dell’Unione Europea sulla libera circolazione delle merci e sull’esaurimento dei diritti sulla proprietà intellettuale sanciti dagli artt. 28-30 del Trattato CE, a cui fanno riferimento numerose decisioni della Corte di Giustizia Europea, implementate e salvaguardate dalla Commissione Europea nella Comunicazione sulle Importazioni Parallele di specialità medicinali (COM (2003) 839 del 30/12/2003). In Italia l’importazione parallela è regolamentata dal D.M. 29 agosto 1997.


È un farmaco brand essenzialmente identico a quello già commercializzato sul mercato nazionale ma proveniente dai paesi appartenenti alla Comunità Europea e introdotto “in parallelo” attraverso i tradizionali canali distributivi.


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